INTERAZIONISMO SIMBOLICO

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INTERAZIONISMO SIMBOLICO

L’i.s. è uno degli approcci più utilizzati per l’interpretazione del processo di​​ ​​ socializzazione.

1.​​ Storia e sviluppo della teoria.​​ La teoria dell’i.s. ritrova le sue​​ origini​​ nel pensiero di alcuni Autori a cavallo del XX sec. come James (1890) e Cooley (1902). L’interesse si sviluppò notevolmente tra il 1920 e il 1950 per l’apporto di G. H. Mead (1934), H. Blumer, H. Gerth e C. W. Mills (1953). Diminuì invece tra gli anni ’50 e ’60 per riprendere poi nell’ultimo ventennio con Thomas (1966), Goffman (1969), Meltzer (1967 e 1973), Blasi (1972), Stryker (1985), Reynolds (1990).

2.​​ Postulati e principi teorici.​​ Tre sono le premesse essenziali che stanno alla base della teoria: a) Gli esseri umani agiscono nei confronti delle cose sulla base dei significati che tali cose hanno per loro. b) Il significato di tali cose deriva dall’i. sociale che ognuno ha con gli altri: l’importanza del fattore relazionale è tale che la concezione che gli altri hanno del soggetto influisce sulla sua stessa autopercezione (gli «altri significativi»). c) Questi significati sono elaborati e trasformati in un processo simbolico e interpretativo messo in atto dalla persona nell’affrontare le situazioni della vita. Su questi postulati si fondano dei​​ principi-guida:​​ a)​​ La personalità dell’individuo​​ si forma attraverso un processo in cui l’Io è il soggetto e il «me» (self) ne può costituire l’oggetto. Il «self» è l’individuo stesso in quanto è oggetto di autopercezione. Esso si sviluppa attraverso un continuo confronto di stimoli esterni e che l’«io» filtra e interpreta sulla base di immagini e di significati che egli viene costruendosi sulla realtà. b)​​ La realtà esterna​​ è costituita sostanzialmente da due elementi complementari: l’«altro generalizzato»​​ e​​ «l’altro significativo».​​ L’«altro generalizzato»​​ è interpretato come l’insieme delle attese della comunità (attese di ruolo) nei confronti del soggetto (Mead), o come Superego (​​ Freud), o come l’uditorio interno con cui l’individuo interagisce (Gerth e Mills). Esso è memoria, personificazione interiore di tratti della società. L’«altro significativo»​​ è l’adulto che riveste una particolare importanza e funzione nei confronti dell’Io. Sulla base di queste relazioni ne rinforza l’identità e riveste una particolare rilevanza nell’orientare o condizionare il comportamento dell’individuo. I fattori che ne condizionano la significatività sono l’immagine che il soggetto ha di sé, la posizione sociale, l’età, il sesso, l’attaccamento, la stima, l’affinità percepita, l’autorità esercitata, le risorse a disposizione, il grado di intimità. c) L’Io quindi agisce sulla base delle​​ rappresentazioni simboliche​​ della realtà e delle «definizioni delle situazioni» elaborate. Ciò è espresso dal postulato di W. I. Thomas: «Se gli uomini definiscono delle situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze». d)​​ Il processo è interattivo​​ perché l’attività individuale è possibile solo con l’appartenenza ad una comunità significante, per cui possiamo attribuire lo stesso significato agli stessi segni. Alla teoria si rimprovera il rischio di lasciare fuori dal suo ambito interpretativo gli aspetti oggettivi e strutturali della società.

Bibliografia

Blumer H.,​​ Symbolic interactionism,​​ Englewood Cliffs, Prentice Hall, 1969; Meltzer N. - J. W. Petras - L. T. Reynolds,​​ L’i.s.,​​ Milano, Angeli, 1980; Ciacci M. (Ed.),​​ I.s., Bologna, Il Mulino, 1983; Wallace A. R. - A. Wolf,​​ La teoria sociologica contemporanea,​​ Ibid., 1995; Goffman E.,​​ Asylums. Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza, Torino, Einaudi, 2003; Perrotta R.,​​ Cronici,​​ specchi e maschere. I.s. e comunicazione, Bologna, CLUEB, 2005; Blumer H.,​​ La metodologia dell’i.s., Roma, Armando, 2006; Goffman E.,​​ Il comportamento in pubblico. L’interazione sociale nei luoghi di riunione, Torino, Einaudi, 2006.

R. Mion