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TEATRO

 

TEATRO

T., nel senso architettonico del termine, deriva dal gr.​​ theatron​​ (posto di visione). Nel senso di produzione invece, il termine è collegato agli aspetti di pianificazione, prove e rappresentazione di un lavoro. Dal punto di vista educativo, il t., a differenza della​​ ​​ drammatizzazione, si fonda sull’obiettivo di andare in scena raggiungendo i sottobiettivi legati agli aspetti: psico-sociologico (lavoro cooperativo, motivazione intrinseca, impegno e costanza, capacità di affrontare il pubblico e di esibirsi prefigurandosi il successo); cognitivo-comportamentale (affinamento delle abilità di comprensione, memorizzazione e dizione riguardo al testo e riguardo alla caratterizzazione da ricreare).

1.​​ Il t. educativo nella storia della pedagogia. La storia della pedagogia registra, fin dagli inizi, fatti che interessano l’ambito del t. educativo. T., musica e festa rientrano nella formula pedagogica dei​​ ​​ Gesuiti come parte integrante dell’attività di formazione dei giovani. Di grande apertura risulta la posizione di Giovanni​​ ​​ Bosco nei confronti del t. educativo. Asja Lacis e Natalia Saz – che apre a Mosca il primo, in assoluto, t. stabile per bambini – costituiscono un caso interessante per la sua innovatività e creano un modello di educazione estetico-proletaria basata sull’uso dei mezzi teatrali. In Gran Bretagna, il t. educativo, sostenuto dal pensiero e dalla pratica di Gavin Bolton, si connota con le caratteristiche proprie della drammatizzazione.

2.​​ Valenza educativo-didattica del t.​​ La riflessione sulla valenza educativo-didattica del t. percorre la strada dell’avanguardia pedagogica (​​ Dewey,​​ ​​ Makarenko, Bruner) e teatrale (Grotowski,​​ Living theatre) e, man mano che assume l’animazione come processo e come prodotto, collaudandola nell’attività diretta con i ragazzi della scuola e dei centri d’incontro sfocia, grazie all’impegno spontaneo dei ragazzi, in risultati molto simili a quelli ottenuti da alcuni insegnanti nello sforzo di rinnovare le metodologie didattiche. Nel t. dei ragazzi e per i ragazzi, l’azione teatrale e i contenuti che essa esplicita costituiscono l’espressione della stessa situazione del gruppo nei suoi aspetti più significativamente psicologici e culturali. Va attribuita una valenza formativa alle situazioni che si sciolgono, alle tensioni collettive che hanno una funzione genuinamente educativa. Il t. educativo non è solo un prodotto, ma un processo; è un’azione artistica in cui il rapporto con il ragazzo diventa il punto essenziale con l’intenzione di educarne il comportamento attraverso la riscoperta del gioco, dell’improvvisazione, del reale dialogo tra attori e pubblico. Numerose applicazioni, legate anche a campi specifici (apprendimento della lingua straniera ed educazione linguistica) provano la vitalità del t. educativo.

Bibliografia

Bernardi C.,​​ Il t. sociale.​​ L’arte tra disagio e cura, Roma, Carocci, 2004; Perissinotto L.,​​ Animazione teatrale: le idee,​​ i luoghi,​​ i protagonisti, Ibid., 2004; Patterson J. - D. McKenna-Crook - M. Swick,​​ Theatre in the secondary school classroom: methods and strategies for the beginning teacher,​​ New York (NY),​​ McGraw-Hill,​​ 2006; Gonzalez B.,​​ Temporary stages: departing from tradition in high school theatre education,​​ Portsmouth (NH), Heinemann,​​ 2006.

C. Cangià